Irrigare le piante grasse: quando iniziare, quanta acqua usare e quando sospendere. La guida definitiva

Il periodo è quello ideale, quantomeno per iniziare a porsi la domanda: dal momento che di fatto l’estate può dirsi terminata, quando dovremo smettere di annaffiare (o bagnare, o irrigare, se preferite) i cactus e la maggior parte delle piante succulente? La risposta, per chi segue questo sito o ha una minima dimestichezza con le cactacee e le succulente, dovrebbe essere scontata, dal momento che queste piante necessitano di un periodo di totale asciutta (corrispondente con l’inverno) per poter recuperare le energie in vista della prossima stagione di crescita. In autunno avanzato e in inverno le piante grasse entrano infatti in stasi – o quiescienza – e smettono di vegetare. Le cactacee non producono più nuove spine e la crescita dei fusti si arresta; le succulente in generale (Agavi, Aloe, Crassule, Echeveria, ecc.), ugualmente, bloccano o rallentano fortemente la crescita per poi ripartire alla volta di marzo.

Ebbene, nel periodo di stasi tutte queste piante vanno tenute in zone fresche o addirittura fredde (per le temperature minime e per il ricovero invernale potete leggere gli articoli specifici pubblicati in questo sito). Inoltre, le piante tenute al freddo proprio per favorire la stasi vegetativa, non vanno assolutamente annaffiate. Bagnare un cactus in pieno inverno, se lo teniamo correttamente a temperature di 3, 4 gradi, significa condannarlo a morte: l’apparato radicale è inattivo, la pianta non assorbe liquidi e il freddo fa sì che il terriccio, per quanto drenante, rimanga fradicio. E questa, per una pianta grassa, è una “sentenza di morte” in piena regola.

Se le succulente vengono coltivate in casa o riparate in casa in inverno, invece, sarà possibile bagnare con estrema moderazione non più di una volta ogni due mesi. Ma, inutile dirlo per chi conosce questo sito, la coltivazione in casa delle succulente e soprattutto delle cactacee andrebbe letteralmente vietata! Queste piante, con buona pace di arredatori e semplici amandi del bello fine a se stesso, sono esseri viventi e sono assolutamente da esterno. Si tratta di organismi viventi incapaci di adattarsi alle condizioni offerte da un’abitazione. O meglio, capaci di adattarsi e sopravvivere (che non è vivere!), ma a caro prezzo, perché un cactus cresciuto in casa sarà debole, filato (il termine tecnico è “eziolato”: ossia con l’apice allungato e di colore verde chiaro), con spine sottili e, nel complesso, d’aspetto totalmente diverso da quello che queste piante hanno in natura.

E allora, dopo questa lunga premessa, arriviamo al sodo: quando è necessario sospendere le irrigazioni dei cactus e della maggior parte delle succulente? E soprattutto, come si annaffia un cactus o una pianta grassa? Ogni quanto bisogna bagnarli? Quale acqua è meglio usare e in quale quantità? È preferibile bagnare dall’alto o dal basso?

In questo articolo affrontiamo nel dettaglio tutti questi temi. (…).

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Che rabbia quando il cactus o la pianta grassa non fiorisce! Ecco qualche “trucco” utile

È un classico per chiunque si avvicini per la prima volta alla coltivazione dei cactus e delle succulente. Si compra una pianta grassa piena di splendidi fiori, la si cura con attenzione per mesi ma la pianta non fiorisce più. Per quanti sforzi si facciano, i fiori che abbiamo visto la prima volta non compaiono e il cactus o la pianta succulenta si limita a sopravvivere o, nel migliore dei casi, a crescere e produrre nuove spine, senza però regalare nuove fioriture.

Perché un cactus o una pianta grassa non fiorisce? Cosa si deve fare per far fiorire regolarmente, quindi ogni anno, cactus e piante succulente? Quali sono i “segreti” e i “trucchi” per far rifiorire ogni anno le nostre piante grasse? Queste sono alcune tra le domande più ricorrenti tra i coltivatori meno esperti, così come tra chi si avvicina per la prima volta al mondo delle succulente, magari dopo aver comprato una pianta proprio per la bellezza dei suoi fiori, oppure dopo averla ricevuta in regalo. In effetti, è molto frustrante assistere alla sfioritura di una pianta e non riuscire più a ottenere quegli splendidi boccioli che daranno vita ai fiori sgargianti (ma di breve durata!) dei cactus e di moltissime altre piante grasse.

In questo articolo, stimolato da alcune domande dei lettori, vediamo tutto quello che è importante sapere per far fiorire i cactus e le piante grasse: quali sono insomma gli accorgimenti necessari per avere fioriture regolari e abbondanti ogni anno. (…)

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Le piante grasse e l’inverno: qualche consiglio su cosa NON fare in questo periodo dell’anno

Le piante succulente e soprattutto le cactacee resistono bene ai rigori dell’inverno. Naturalmente, ci sono generi più tolleranti alle basse temperature e altri che non resistono al freddo intenso e vanno pertanto riparati in ambienti riscaldati. Su questo argomento, potete leggere l’articolo dedicato alla collocazione delle piante grasse durante i mesi freddi, con un prontuario di facile consultazione, che trovate a questo link.

In questo articolo ci concentriamo piuttosto su ciò che non va fatto con le piante grasse nei mesi freddi, ossia su quelle operazioni o quelle pratiche che è opportuno rimandare alla primavera. L’articolo è stato ispirato da alcune domande che i lettori del sito mi hanno posto a fronte di problemi o danni alle piante. È certamente utile sapere che alcune operazioni possono essere effettuate anche durante l’inverno (quelle urgenti, per le quali un esemplare rischia di marcire, ad esempio), così come è bene sapere quali pratiche non sono affatto adatte ai mesi freddi, perché metterebbero in serio pericolo la pianta o perché potrebbero arrestarne il processo di stasi, oppure, nei casi peggiori, favorire l’insorgenza di marciumi.

In questo articolo vediamo allora un elenco di quello che NON si deve fare in questo periodo dell’anno con le piante grasse. (…)

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Arriva l’autunno: cosa fare per preparare le piante grasse in vista dell’inverno ed evitare marciumi e malattie

Il periodo che va da settembre a ottobre, di fatto l’inizio dell’autunno, è molto importante per le piante grasse e per i cactus. Si tratta infatti di una fase annuale particolare, durante la quale le piante riprendono a vegetare notevolmente dopo il rallentamento di agosto. Al tempo stesso, i mesi di settembre e ottobre richiedono annaffiature e fertilizzazioni mirate, sempre più distanziate fino alla sospensione totale – almeno per quanto riguarda le regioni del Nord Italia e del Nord e Centro Europa – alla volta di metà o fine ottobre al massimo. E’ vero che negli ultimi anni assistiamo a inverni miti e spesso il mese di novembre è caratterizzato da temperature ancora alte e minime notturne per nulla preoccupanti. Il punto è che i cactus devono avere il tempo di consumare i liquidi in eccesso contenuti nei fusti o nelle radici, e il terriccio, al tempo stesso, deve poter asciugare alla perfezione prima che arrivi il freddo. Con l’arrivo dell’inverno vero e proprio, infatti, i cactus e quasi tutte le succulente vanno in stasi e le loro radici non assorbono più acqua. E’ chiaro che, alla luce di questo, se continuiamo ad annaffiare o abbiamo protratto le annaffiature per tutto novembre, il terriccio rimarrà umido a lungo. E questo può comportare l’insorgenza di marciumi.

Vediamo in questo articolo cosa fare in questo periodo dell’anno e come preparare cactus e succulente al meglio in vista dell’inverno. (…)

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Il fertilizzante per cactus e piante grasse: quale scegliere, quando e come somministrarlo

E’ necessario fertilizzare (o concimare) i cactus e le piante grasse? In quale periodo dell’anno va somministrato il fertilizzante? Ma soprattutto: per le piante succulente va bene qualsiasi tipo di fertilizzante o è bene ricorrere a prodotti specifici?

Sono tutte domande che qualsiasi appassionato alle prime armi si pone, ma anche chi coltiva piante grasse da tempo può avere dubbi su quanto e come fertilizzare e soprattutto su quali caratteristiche deve avere il prodotto giusto. Va infatti premesso che le succulente, e i cactus in particolare, vivono in ambienti e in terreni “poveri”, sabbiosi, non ricchi (salvo per alcune specie) di sostanze organiche. Ne deriva che queste piante non necessitano di un grande quantitativo di nutrienti. E questo si traduce in fertilizzazioni ridotte e somministrate con prodotti contenenti i giusti elementi nutritivi nelle giuste proporzioni. In altre parole, un cactus non dovrà essere fertilizzato con la stessa frequenza e, soprattutto, con lo stesso prodotto che si utilizza per piante a foglia o, come si suol dire, da interni.

Vediamo in questo articolo tutto quello che è importante sapere sulla fertilizzazione delle piante grasse, a partire dal periodo per arrivare alla giusta composizione del concime da somministrare. (…)

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