Le radici dei cactus e i loro segreti, perché il loro stato di salute è invisibile… finché il vaso non si spacca!

Agli occhi di chi non conosce i cactus o di chi li coltiva da poco tempo, foto come quella che ho scattato pochi giorni fa e che ho pubblicato qui in alto, possono apparire incredibili. Un vaso in plastica letteralmente squarciato dalla sola forza delle radici. Eppure il fenomeno, con determinati generi come gli Ariocarpus, esattamente come in questo caso, è tutt’altro che raro. In queste piante l’apparato radicale è infatti a “fittone”, ossia formato da una spessa radice carnosa, a forma di carota, che si spinge in profondità e dalla quale si dipartono radici laterali e capillari. La radice a fittone è in grado di accumulare grandi riserve d’acqua, espandendosi notevolmente. E questo, con la crescita della pianta e della radice stessa, è alla base della rottura dei vasi, in particolare se, come nel mio caso, si rinvasano le piante molto raramente.

In questo articolo impariamo allora qualche nozione di base sulle radici dei cactus, perché è importante ricordare che è proprio ciò che non vediamo (ciò che sta sotto terra) che determina la corretta crescita delle nostre piante. In altre parole, l’apparato radicale è alla base di tutto: se le radici soffrono, la pianta soffre; se le radici sono forti e robuste, la pianta cresce con vigore. Non a caso, una delle principali cause di morte delle cactacee è proprio il marciume radicale, generalmente indotto dal ristagno idrico. Questo a ulteriore dimostrazione dell’importanza delle radici dei cactus, perché se vogliamo piante sane è importante saper dare anche un’occhiata a… quello che sta sotto terra! (…)

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Ecco il mio manuale, “La coltivazione delle Cactacee”: l’opera definitiva per tutti gli appassionati di cactus

Dopo una lunga gestazione, dovuta soprattutto all’imponente mole dell’opera, è uscito il mio manuale di coltivazione delle Cactacee. Il volume, composto da 460 pagine tutte a colori, ricco di fotografie, tabelle e grafiche, è stato pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Edagricole.

In questo articolo ecco tutte le informazioni utili e le fotografie del libro (…)

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Un’Agave in piena fioritura in provincia di Brescia: un evento non unico ma molto raro. Le spettacolari foto

Non è un caso unico, ma è senza dubbio un caso raro. Una grande Agave coltivata in piena terra in Pianura Padana è arrivata alla piena maturità e ha portato a compimento la sua unica fioritura (l’Agave fiorisce al termine del ciclo vitale, ma lascia alla base i suoi polloni). Se questo evento è abituale in regioni come la Liguria e un po’ in tutto il Sud del Paese, è certamente molto raro al Nord Italia. In particolare a Brescia e non sul lago di Garda, dove moltissime Agavi vivono in piena terra. No, in un paese del bresciano che non affaccia sul lago. E’ qui che nei mesi scorsi si è compiuto questo piccolo “miracolo” della natura, di fronte all’abitazione di due appassionati di cactus e piante grasse, Helga Colalè e Francesco Soldi.

Helga e Francesco sono amici di vecchia data, due persone meravigliose con una grande passione per le succulente e hanno potuto assistere giorno per giorno alla spettacolare fioritura di una delle due grandi Agavi che nel lontano 2012 hanno piantato in piena terra nel giardino di fronte alla loro abitazione. Ho visto più volte di persona queste due meravigliose piante – due Agavi americane – e a distanza di anni ho potuto apprezzare l’incredibile crescita di queste succulente, che Francesco e Helga hanno messo a dimora con tutti i crismi e hanno accudito per tanti anni.

Proprio nei mesi scorsi, Helga mi ha contattato per mostrarmi le prime foto della fioritura dell’Agave di sinistra e mi ha proposto di scrivere un articolo per Il fiore tra le spine. Ovviamente, ho accettato subito perché Helga e Francesco sono due cari amici e perché l’evento è davvero particolare e dimostra come anche in regioni del Nord sia possibile portare a completa fioritura un’Agave in piena terra, esposta e tutte le intemperie e agli umidi inverni della Lombardia.

L’articolo che segue è a firma di Helga e Francesco e tratta in dettaglio la lunga storia dell’Agave, con accenni alla mitologia ad essa legata, e la storia della pianta fiorita nelle scorse settimane. Le splendide foto nella gallery a corredo dell’articolo testimoniano il percorso verso la fioritura, che si è sviluppata lungo uno stelo che ha raggiunto quasi otto metri di altezza. Alcuni scatti sono di Laura Gatta.

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I miei primi 30 anni con le piante grasse. Tra passione, errori, letture e articoli… in attesa di una grossa novità!

Questa mattina, sistemando la mia ricca libreria botanica mi sono reso conto di quanti libri dedicati al mondo vegetale ho accumulato nel corso degli anni. Libri che trattano di cactus e piante succulente, soprattutto, ma anche volumi su piante aromatiche, orchidee, peperoncini, piante ornamentali, piante esotiche, piante da appartamento, bonsai, trattati e manuali di giardinaggio e botanica, riviste, cataloghi di rivenditori di semi e di piante. Splendidi libri fotografici, anche. Ho libri in italiano, in inglese, in francese, in tedesco e in spagnolo. L’unica lingua che non leggo è il tedesco, ma ne ho comunque un paio di volumi. Per completezza e perché anche le sole illustrazioni con il nome delle piante mi sono state d’aiuto in più occasioni per identificare alcuni esemplari.

Insomma, senza per questo considerarmi un esperto e men che meno un botanico professionista, ecco qui un bel compendio di botanica. Uno dei miei grandi interessi (dopo la scrittura e la musica) che con il 2025 si avvia ad abbracciare ben trent’anni della mia vita. Trent’anni, mica poco.

Ci penso e mi dico che è un gran pezzo di strada, lungo la quale sono successe tante, davvero tante cose. (…)

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Per una volta non parliamo di piante ma del mio romanzo “Il giorno immutabile”

Il lettori affezionati del sito mi perdoneranno se per una volta vado clamorosamente “off topic”, come si dice. Questo articolo non parla infatti di cactus e piante grasse ma del mio romanzo, “Il giorno immutabile” pubblicato poche settimane fa dal marchio Affiori – Gruppo Giulio Perrone Editore. Scrivo da sempre, ma sin da piccolo ho avuto nei confronti della letteratura un “timore reverenziale” che mi ha portato a scrivere e lasciare nel cassetto i miei racconti e il mio primo romanzo, scritto ormai qualche anno fa.

Qualcosa, alla fine del 2023, è successo e in due mesi ho scritto questo romanzo. A quel punto, convinto di avere per le mani una buona storia, che può toccare le corde di tutti, ho revisionato almeno 12 volte il manoscritto e l’ho proposto ad alcune case editrici, trovando nel Gruppo Giulio Perrone, affermato da oltre vent’anni a livello nazionale, l’editore giusto. 

Il libro sta andando davvero oltre ogni mia aspettativa e – mi perdonerete – è per i tanti impegni legati ad esso che sto trascurando “Il fiore tra le spine”. 

Chi volesse saperne di più sul mio romanzo, in questo comunicato stampa troverà tutte le informazioni, compreso il link ad una splendida recensione di un quotidiano online di Cremona. (…)

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